Il carcinoma prostatico è uno dei tumori più comuni tra gli uomini, con una crescente incidenza soprattutto dopo i 50 anni. Rappresenta circa il 18,5% delle neoplasie maschili, colpendo in Italia 41.100 uomini nel 2023, con un aumento del 14% di nuovi casi negli ultimi tre anni. Tra i principali fattori di rischio troviamo la familiarità, l’età avanzata, l’instabilità del PSA, oltre a stili di vita scorretti, sovrappeso, fumo e l’esposizione a sostanze inquinanti.
La fitoterapia può svolgere un ruolo complementare nella prevenzione primaria e secondaria del carcinoma prostatico.
Gli integratori alimentari specifici possono svolgere un ruolo importante, grazie all’azione sinergica di nutrienti sia con proprietà chemiopreventive e sia capaci di rafforzare il sistema immunitario e ridurre lo stress ossidativo. La ricerca ha dimostrato che sostanze naturali come il licopene, ampiamente studiato per i suoi benefici sul carcinoma prostatico, l’acido ellagico estratto dal melograno e le epigallocatechine del te verde, possono essere un valido complemento alle terapie tradizionali, contribuendo a migliorare la qualità della vita dei pazienti e a ridurre gli effetti collaterali dei trattamenti farmacologici.
Di seguito l’intervento del Professor De Sio (direttore UOC urologia, Ospedale Vanvitelli Napoli) sulla sinergia di questi due nutrienti nella prevenzione del carcinoma prostatico.







